C’era una volta un paese lontano dove tutto era fatto di lana, tutto era morbido, liscio e colorato. Era un piacere vivere lì, si stava sempre al calduccio. Un giorno arrivò una tempesta, lampi tuoni e tanta pioggia devastarono il villaggio che divenne molliccio. Chiamarono allora la fata Asciughina, perchè facesse tornare il paese di lana come era prima, morbido e asciutto. Asciughina però non era molto brava nelle magie e combinò un gran guaio. La lana nell’asciugare fu infestata dai pelucchi, piccoli mostriciattoli che si moltiplicano senza morire mai. Così per l’inettitudine di Asciughina il paese di lana divenne brutto e vecchio e nessuno trovò più un rimedio.
Metti che una sera ti vien voglia di fare un bel bagno, magari con tanto bagnoschiuma, una di quelle cose insomma che si vedono nei film. Metti che di solito sei sempre di corsa e fai sempre la doccia, perchè risparmi acqua e quindi è economica ed ecologica, ma stavolta vuoi cambiare. Metti che anche stavolta (come sempre) hai fretta e cerchi di colmare la tua vasca da bagno nel minor tempo possibile. Ecco la domanda: perchè il flusso dell’acqua calda è così lento? Ovviamente l’acqua per questo tipo di bagno deve essere bollente, ma cavolo ci mette due ore a riempirsi! Mi chiedevo: “Farà prima se ne metto tanta fredda (che viene giù abbondantemente) e poi quella calda (che vien giù quasi goccia per goccia), oppure a flusso medio già miscelate? “ Ci penso su e intanto mi faccio una doccia, magari domani chiamo l’idraulico, perchè così non si può continuare.
Lo so che è una ripetizione, ma il lunedì per me è veramente una sofferenza fisica. Ogni cellula del mio corpo protesta, i neuroni non voglio sentir ragione di funzionare correttamente, i muscoli non vogliono fare il loro lavoro. Spesso mi chiedo se sia veramente necessario soffrire così, chi ha deciso che i lunedì l’orario di lavoro, di studio debba essere proprio quello. Si potrebbe iniziare con qualche ora di ritardo, così ci si abitua gradualmente alla nuova settimana. i contadini medioevali si alzavano più tardi di noi, perchè almeno aspettavano che sorgesse il sole. La sveglia invece ci costringe fuori dal letto quando fuori è ancora buio. E’ innaturale. Insomma nella prossima vita voglio rinascere gatto, così dormo quando mi pare e il lunedì non so nemmeno che cosa è.
Vorrei tanto conoscere chi è addetto alla stesura dei manuali d’istruzione, secondo me c’è un addetto particolare, scelto con cura, perchè scriva un testo incomprensibile e spesso anche fuorviante. Di solito non leggo i manuali, prima vado a ispirazione, tento , provo e quasi sempre funziona. Altre volte c’è bisogno del manuale e quindi bisogna per forza che lo legga, ma questo non è mai chiaro, sempre mancante di parti essenziali. Che rabbia! Cosa ci vuole a stampare qualche foglio, con foto illustrative, che sia scritto in modo comprensibile, anche in inglese, va!! Dico a voi, scrittori di manuali d’uso, se avete dei problemi fatevi dare una curetta dallo psichiatra e lasciate il vostro lavoro a persone meno complicate.
Osservare chi mi sta parlando mi viene naturale, ascoltare le parole e collegarle con i gesti, le espressioni del volto, il tono della voce. Facendo così spesso mi accorgo di particolari che, involontariamente, il mio interlocutore mi trasmette. Sono poche le persone aperte, sincere, le più recitano una parte, un personaggio, quello che pensano sia il più vincente. Perchè poi facciano così me lo sono sempre chiesto, sarebbe così semplice essere solo se stessi e accettare gli altri come tali, senza finzioni, senza mascheramenti. Per quanto ci si possa sforzare, un osservatore attento riesce a capire cosa c’è dietro la maschera. Quelli che non prestano attenzione si possono ingannare, sì, ma a che serve? tanto se non si interessano a noi, non contano. Non vedo perchè perder tempo per loro. Sarà per questo che le mie amicizie sono poche , selezionate tra le persone ‘vere’ che ho incontrato nella mia vita. E intanto continuo ad osservare gli altri che fingono, recitano, si atteggiano e mi fanno tristezza, perchè principalmente mi fanno pena.
C’è una questione grave che non riesco mai a risolvere, è il mistero del calzino scomparso. Per quanto mi impegni, e giuro lo faccio veramente, spesso e volentieri mi ritrovo con i calzini spaiati. Non ho ancora scoperto come questo succeda, se scompaie in lavatrice, si nasconde nel cassetto oppure se lo mangia il gatto. Il fatto è che il conto non torna mai. Il calzino fuggitivo a volte ritorna, quando ormai avevo perso le speranze e subito ne sparisce un altro. Forse giocano tutti quanti a nascondino e ovviamente a qualcuno tocca cuccare. L’unica soluzione che ho trovato è stata quella di comprare tutti i calzini uguali, ma tutti tutti. Ora non sono più spaiati, solo ogni tanto qualcuno rimane da solo, per un po’ di tempo, ma almeno la mattina non impazzisco a vestirmi.
Tutti quanti a parlare di Facciadalibro , come se avessero scoperto l’acqua calda. Ci sono tante applicazioni sul web molto più interessanti. Poi figurati se io voglio trovarmi tra gli amici gente che deve solo far numero per sentirsi qualcuno, peggio ancora se sono persone che conosco e non frequento o non li sento da tanto tempo. Che si facciano i fattaci loro, scemi dell’ultima ora, se mi volevano sentire era da mo’ che dovevano chiamare, ma non su internet, col telefono o meglio suonavano il campanello, visto che sanno pure dove abito. O,k in rete c’è spazio per tutto, ma questa è solo una moda e se domani viene di moda andare col culo scoperto, tutti lì a farsi veder le chiappe, magari anche photoscioppate.
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